Da dove spuntano quei baffetti?


LORENZA CASTAGNERI

La T-shirt della collezione ”Life is a Joke” che riproduce Katy Perry con i baffetti tatuati sulle dita.

Su magliette, unghie, orecchini: nessuno sa che origine abbia
la nuova tendenza.
Una volta c’era la «skull fashion», e su magliette, borse e costumi da bagno campeggiavano teschi di ogni colore e dimensione, più o meno stilizzati, disegnati con fiori e cuori. E che dire dei bijoux? Orecchini, ciondoli, anelli, tutti a forma di teschio. La tendenza del momento. 

Che oggi, però, sembra essere stata soppiantata da un’altra moda. È quella dei baffetti. Sottili e arricciati all’insù, proprio come quelli di Poirot, sono onnipresenti nell’abbigliamento, negli accessori e persino nell’arredamento per la casa.
Insomma, dalla «skull fashion» si è passati alla «moustache fashion». Come questa abbia avuto origine, però, è difficile da capire. Sul web, i blogger sostengono che tutto sia partito dagli Stati Uniti e che la moda sia poi diventata globale grazie anche alla promozione offerta dalle «celebrities» che in occasioni ufficiali si sono presentate con un bel paio di baffetti. A partire dalla fashion victim per eccellenza: Katy Perry. 

Per altri, invece, il trend è nato con una finalità sociale. Il merito, in questo caso, sarebbe dell’associazione australiana Movember, impegnata nella lotta contro il cancro alla prostata. Qualche mese fa, l’ente ha invitato gli uomini a non tagliarsi i baffi per un mese e a condividere, poi, una propria foto con il nuovo look sul suo sito al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia.

Origini a parte, la moda spopola. Esistono siti che si dedicano all’e-commerce di oggetti marchiati «moustache»: gioielli, cover per cellulari, kit per manicure. E ancora: piatti, tazze e tappeti per la casa. E che dire del «fincherache»? Trattasi di un particolare tipo di tatuaggio che imprime i baffetti sulla parte esterna dell’indice. Poi si appoggia il dito tra il labbro e il naso ed è fatta, eccovi baffuti. Un gioco che ha contagiato tutti, da Barack Obama a Kate Moss, da Uma Thurman a Jacques Chirac, così ritratti, per gioco, nelle T-shirt della collezione «Life is a Joke» di Eleven Paris.

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