Hermès si conferma regina del lusso

I risultati del semestre mostrano un gruppo in grande salute. La maison francese ha confermato, a parità di cambi, gli obiettivi di fatturato per l’intero 2013 e si appresta ad aprire altri due laboratori di produzione per far fronte alla forte domanda di borse e pelletteria

Di VITTORIA PULEDDALO
MILANO – Il gruppo che forse più di tutti si identifica con il lusso assoluto, Hermès, ha chiuso il primo semestre del 2013 con un incremento del fatturato dell’11%, a quota 1,77 miliardi, mentre il risultato netto è stato pari a 381,7 milioni, il 14% in più di un anno fa. Stessa percentuale di incremento per l’utile operativo e in entrambi i casi un dato superiore alle stime degli analisti. Grazie a questi risultati il colosso della moda e dell’eleganza ha confermato per l’intero anno obiettivi di crescita che, a cambi costanti, potrebbero superare di poco la soglia del 10%. Altrettanto brillante la redditività: visti i conti del semestre, per l’intero anno potrebbe replicarsi un margine di guadagno sui ricavi vicino al record storico del 2012, quando appunto l’Ebitda margin era stato pari al 32,1%.Guardando alla tipologia dei prodotti, il segmento che ha fatto il salto più importante è stato quello  degli accessori e della moda pronta, più 21%, seguita dai profumi, più 20% – anche grazie al lancio di una nuova fragranza femminile – mentre l’unico comparto che segna un  leggero declino è stato quello degli orologi. Ma attenzione, la pelletterie e le mitiche borse di Hermès non crescono perché gli impianti di produzione non riescono a star dietro alla domanda (e infatti i tempi di attesa per una Kelly o una Birkin sono biblici). Il gruppo ha annunciato che sta pensando di aprire altri due siti, ognuno con 250 dipendenti, per aumentare l’offerta.Unica piccola nube all’orizzonte, per Hermès, il Giappone, o per meglio dire una possibile debolezza dello yen. Il gruppo ha dichiarato che cercherà di mitigare gli effetti con una politica di incremento dei prezzi “moderata” verso la sua branch nel Sol levante. Tuttavia, ha reso noto il gruppo, ai livelli di 130 yen per un euro, Hermès Japan si troverebbe ad importare i prodotti dalla Francia ad un costo superiore del 20%; un incremento che il gruppo non sarebbe in grado di scaricare interamente sulla clientela al retail.

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