La moda uomo torna a investire in pubblicità

 

Campagna Peuterey A/I 2011-12

Nel 2011 i due settori del formale uomo e dello sportswear hanno ripreso ad investire in pubblicità sulla stampa. In particolar modo è il mondo del formalwear a mettere a segno l’incremento maggiore (+20%), in netta controtendenza rispetto agli anni precedenti. È quanto emerge dall’analisi condotta da Pambianco sugli investimenti pubblicitari sulla carta stampata italiana nel 2011.

Le griffe spingono gli investimenti del formale

L’analisi ha preso in considerazione 196 marchi che hanno investito complessivamente € 31,3 milioni registrando una crescita del 20,6% rispetto ai € 26 milioni del 2010. Particolarmente rilevante l’incremento registrato dai primi dieci brand, che hanno aumentato il budget destinato alla pubblicità stampa passando da meno di € 9 milioni del precedente esercizio fiscale ai € 13 milioni del 2011 (+50,8%). Grazie a questa accelerazione, la quota dei 10 top brand sul totale degli investimenti è passata dal 33,6% del 2010 al 42,1% del 2011. La classifica evidenzia subito l’ingresso nella top ten delle griffe di moda (i soli investimenti sulle linee uomo) che, nel caso delle prime due posizioni, hanno aumentato a tripla cifra l’entità degli investimenti pubblicitari. Al primo posto troviamo Prada, che in un solo anno ha registrato un incremento del 127% del budget pubblicitario destinato all’abbigliamento formale uomo, passando da 902 mila euro del 2010 a 2 milioni del 2011. La medaglia d’argento va a Salvatore Ferragamo. Anche la storica griffe, approdata la scorsa estate a Piazza Affari, ha aumentato in modo considerevole gli investimenti pubblicitari. Se nel 2010 erano fermi a 306 mila euro, nel 2011 sono quadruplicati arrivando a quota 1,6 milioni di euro (+444%). In terza posizione troviamo Canali, salito di una posizione, che ha investito 1,6 milioni di euro in pubblicità, registrando così un incremento del 47,6% rispetto al 2010. Quarta posizione per Kiton che lo scorso anno dominava la classifica. Il marchio guidato da Antonio De Matteis ha comunque aumentato dell’8% gli investimenti pubblicitari che hanno raggiunto un valore di 1,5 milioni di euro mentre Tagliatore, al quinto posto, conferma la crescita annua a doppia cifra del proprio bugdet pubblicitario (+23,9% per un valore di 1,3 milioni di euro nel 2011). Sesta posizione per Dolce & Gabbana con 1,2 milioni di euro in crescita del 94%, seguita da Ermenegildo Zegna con 1,1 milioni di euro che ha registrato un incremento del 24%. Ottavo posto per Ralph Lauren con 950 mila euro (+78,5% rispetto al 2010). Unico segno negativo della classifica è Giorgio Armani che ha diminuito del 22,5% gli investimenti pubblicitari su stampa in Italia, fermi nel 2011 a un valore di 898 mila euro. Chiude la classifica Corneliani con 776 mila euro (+6,5%). Se i top ten hanno aumentato in modo esponenziale la loro capacità di spesa per la voce pubblicità, gli altri 186 brand in classifica, che valgono il 58% degli investimenti, hanno invece registrato una crescita più limitata. I budget destinati alle pubblicità sono passati da 17 milioni di euro del 2010 a 18 milioni del 2011. Considerando le testate più gettonate per le pubblicità, si nota immediatamente come i quotidiani mantengano il predominio assorbendo il 60,8% del totale, in crescita del 21,2% rispetto allo scorso anno. Seguono i settimanali con il 26,9% del totale e i mensili con il 12,3%. I tre maggiori quotidiani italiani si confermano al vertice della classifica per valore degli investimenti. Il Corriere della Sera resta al vertice con 8,5 milioni di euro (pari al 27,3% del totale), seguito da Il Sole 24 ore con 5,3 milioni (pari al 17,1%) e da La Repubblica con 5,1 milioni di euro (pari al 16,4%).

Lo sportswear si mantiene tonico

Lo sportswear continua il trend di crescita, seppur con incrementi più moderati rispetto all’accelerata del formalwear. Nel 2011 i 597 brand di abbigliamento sportswear presi in considerazione dall’analisi hanno totalizzato € 175 milioni contro i € 168 milioni del 2010, registrando così una crescita del 4,1%. I primi dieci marchi per valore degli investimenti hanno aumentato del 16% la quota destinata a questa voce e il valore nel 2011 ha raggiunto 35 milioni di euro, pari al 20% del totale. Al top della classifica si conferma Peuterey, che nel corso dell’anno appena concluso ha però registrato una flessione del 10,4% degli investimenti su stampa. Il budget destinato alla pubblicità è così sceso a 9,7 milioni di euro. Balza in seconda posizione Fay, con 3,8 milioni di euro di investimenti, in aumento del 19,4% sull’anno precedente. Medaglia di bronzo per Seventy che è passata da 2,4 milioni di euro nel 2010 a 3,3 milioni di euro nel 2011 (+19,4%). Quarta posizione per Fred Perry che segna una flessione del 9,6% del budget del 2011. Gli investimenti del brand britannico hanno superato di poco i 3 milioni di euro rispetto ai 3,4 del 2010. Guadagna il quinto posto Liu Jo. Nel 2011 uno dei focus principali del marchio carpigiano sul fronte comunicazione è stata la linea uomo, alla quale sono stati destinati circa 3 milioni di euro contro i 739 mila euro dell’anno precedente, con una crescita quindi del 293%. Sesta posizione per Gant con 2,7 milioni di euro (-1,2%). Aumentano a doppia cifra i budget destinati alla pubblicità di Jacob Cohën, in settima posizione e di Tommy Hilfiger. Il primo ha registrato un incremento dell’82% raggiungendo 2,5 milioni di euro, mentre il marchio del gruppo americano Pvh è passato da 1,5 milioni di euro nel 2010 a 2,4 milioni nel 2011 (+53,3%). Chiudono la classifica Moncler e Lacoste, rispettivamente con 2,2 milioni di euro (+1,3%) e 2,1 milioni di euro (+1,2). I rimanenti 587 brand, che rappresentano l’80% del totale degli investimenti, per un valore di 140 milioni di euro, hanno registrato una sostanziale tenuta del budget (+1,9%). Per quanto riguarda la destinazione del budget pubblicitario, a differenza del formale in cui prevalevano i quotidiani, nello sportswear i settimanali si confermano anche quest’anno la tipologia di stampa più richiesta, con una quota del 44,4% del totale degli investimenti. Seguono poi i quotidiani con il 29,6% e i mensili con il 26% del totale. La testata che ha attirato i maggiori investimenti è stata il Corriere della Sera con 23 milioni di euro, pari al 13,2% del totale. Seguono Repubblica con 18,6 milioni di euro (pari al 10,6%) e Vanity Fair con 14,2 milioni di euro (pari all’8,1%).

http://www.pambianconews.com

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