Gli investimenti pubblicitari della moda

Gli investimenti pubblicitari della moda salgono del 9,7%. Prada è il primo dei 100 top spender

 

In un periodo di rallentamento economico si possono tagliare drasticamente molti costi e investimenti, ma non quelli in comunicazione. Una regola che vale per i grandi gruppi ma anche per i più coraggiosi tra i marchi indipendenti, che nel 2011 hanno tutt’al più limato gli investimenti in pubblicità sulla carta stampata, mantenendoli però a un livello altissimo. È quanto emerge da uno studio di Pambianco Strategie d’impresa fatto monitorando 71 testate: tre quotidiani (Corriere della Sera, Repubblica e Sole 24 Ore), 23 settimanali (di moda ma anche newsmagazine) e 45 mensili, maschili e femminili.

In testa alla classifica dei 100 top spender c’è Prada, che proprio ieri ha annunciato i risultati 2011, con ricavi a 2,55 miliardi di euro (si veda l’articolo a pagina 34). Gli investimenti del marchio del gruppo guidato da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada (in classifica anche con Miu Miu) hanno sfiorato, sulle 71 testate prese in considerazione nello studio Pambianco, i 27 milioni, pari a poco più dell’1% del fatturato complessivo. In proporzione quindi è stato di gran lunga superiore l’investimento di Peuterey, che nel 2011 ha speso poco meno di dieci milioni, pari a circa il 10% del fatturato. Pare dunque naturale che l’investimento di Prada, nel 2011, sia molto aumentato (+84,1%) mentre quello di Peuterey sia leggermente calato. Anche perché la strategia di internazionalizzazione del marchio (si veda l’articolo a fianco) prevede verosimilmente un aumento della pubblicità su testate straniere. Peuterey è comunque in testa alla sottoclassifica elaborata da Pambianco per il settore sportswear, con il 5,5% del totale degli investimenti dei 503 marchi presi in considerazione, pari a 178 milioni.

Complessivamente, i 100 top spender della moda e del lusso nel 2011 hanno investito su quotidiani, settimanali e mensili quasi 703 milioni di euro, in crescita del 9,7% rispetto ai 640,6 milioni del 2010. Un andamento quindi molto più vivace rispetto al mercato pubblicitario della carta stampata nel suo complesso, in Italia come in molti altri Paesi.
«I settimanali restano la scelta preferita per i marchi della moda e del lusso e il tipo di carta ha ovviamente un ruolo importante – spiega Carlo Pambianco –. Sui vari tipi di carta patinata le immagini ricercate e spesso autenticamente artistiche rendono di più rispetto alla carta usata dai quotidiani, che assorbono il 31% degli investimenti, contro il 47% dei settimanali e il 22% dei mensili».

E internet? «È una strada su cui molti marchi si sono già incamminati e che sicuramente andrà molto lontano. È un mercato difficile da monitorare, come del resto sono le pubblicità fatte attraverso grandi affissioni, ma pensiamo che già oggi assorba il tra il 3 e il 5% degli investimenti complessivi in pubblicità – risponde Pambianco –. Una percentuale destinata sicuramente a crescere, anche rapidamente, nei prossimi anni».

http://www.moda24.ilsole24ore.com

 Giulia CrivelliCronologia

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