NEW GEN,stilisti

una nuova generazione di stilisti alla London Fashion Week,

Sfilano in un pub old style le creazioni dei venti migliori designer dell’anno

di Valentina Fizzotti

Un pub old fashion in puro stile East Side, che si affaccia sullo splendido edificio del Museo di storia naturale di Londra. È l’angolo creato all’interno dei saloni espositivi della London Fashion Week da Top Shop, in collaborazione con il British Fashion Council, per ambientare lo spazio “New Gen”, dedicato ai 20 migliori designer emergenti dell’anno. Premiati, anche in questa tredicesima edizione, con la possibilità di sfilare o di esporre le proprie creazioni.
Quest’anno la novità è la location: per evitare che gli stand restassero spogli durante i defilée, gli organizzatori hanno creato uno spazio che permette di spostare le collezioni in esposizione, giusto per il tempo della sfilata, senza creare antiestetici “vuoti”. Sulla moquette colorata, tra divani di pelle e un bancone in legno, tra un biliardo rosa shocking e una versione gigante di Forza Quattro, i giovani designer mostrano le loro opere nel pub più fashion della settimana.
L’evento è di buon auspicio: molte firme di grido del panorama britannico sono partite da qui. Il brand Top Shop aveva iniziato ad occuparsi di nuovi designer non appena scuole come la Saint Martins hanno iniziato a sfornare talenti, ma al Regno Unito mancava totalmente una tradizione manifatturiera.
Ora la macchina funziona benissimo: il marchio vuole mantenere un’immagine giovane e dinamica e gli emergenti hanno bisogno di una vetrina. E di uno sponsor. Tra i premiati di questa edizione Todd Lynn, già stilista preferito da rockstar come gli U2 e i Rolling Stones, e Justin Smith, ex direttore creativo dei saloni Tony & Guy e creatore di cappelli stravaganti e peso-piuma. Al suo show solo modelli maschi, che hanno sfilato danzando abbracciati a bambole di pezza alte un metro e mezzo che calzavano la linea donna dello stilista.
Ma al pub New Gen c’è anche chi, come Hannah Marshall, non potendo permettersi una sfilata, ne ha creata una virtuale: le modelle sfilano su uno schermo al plasma in abitini neri, rielaborazioni del classico little black dress, con l’aggiunta di messaggi in Braille sui tessuti. Tra gli accessori, i tacchi sexy di Charlotte Olympia, che firma i plateau con una ragnatela. E quelli, altrettanto vertiginosi ma – giurano – comodissimi, di Nicholas Kirkwood, che sembra stia soppiantando Manolo Blahnik nei cuori (e ai piedi) delle celebrities emergenti.

 

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