Modello ZARA: il fast fashion

Zara è abbigliamento di tendenza a prezzi contenuti, e questo è chiaro a tutti, ma cosa c’è dietro il successo di una delle principali società di moda internazionale?

Il marchio Zara è la punta di diamante del gruppo Inditex, già proprietario di Massimo Dutti, Pull and Bear, Oysho e altri ancora.

Per meglio capire il successo del marchio spagnolo è sufficiente elencare alcuni numeri:

• presente in oltre 70 paesi diversi

• più di 2.000 punti vendita di proprietà

      • • 7 miliardi di euro di fatturato.

 

Solitamente, le case di moda, cercano di gestire i costi coordinando nel modo più efficiente possibile i famosi tre punti chiave, approvvigionamentoproduzione e distribuzione. Questo sta a significare che, in media, ci vogliono qualcosa più di 12 mesi per creare, realizzare e distribuire una linea di abbigliamento.

Il lasso di tempo così lungo, però, potrebbe comportare un arrivo sul mercato in ritardo rispetto alla domanda e alla preferenze dei clienti. Ed è proprio qui che sta il successo di Zara: il marchio spagnolo, infatti, ha deciso di concentrarsi maggiormente sulla gestione dei rischi della domanda, piuttosto che su quella dei costi, riducendo di 12 volte il lead time.

 

La catena logistica di Zara, che può essere definita “fast fashion”, permette di immettere sul mercato una nuova linea di abbigliamento in poco più di 2 settimane, e questo, manco a dirlo, le consente di stare sempre al passo con i gusti della propria clientela, eliminando i rischi di un arrivo in ritardo sul mercato, ottenendo, in aggiunta, una serie di dati sempre aggiornati con i quali poter decifrare i gusti della clientela,da sempre poco trasparenti.

Questo continuo e inarrestabile aggiornamento dei capi non deve essere visto come un punto debole della strategia di Zara, anzi, ciò rappresenta una delle idee più importanti su cui si è costruito il successo del marchio.

Escasez y oportunidad, o meglio, scarsità e opportunità: queste due parole rappresentano l’idea centrale di Zara, la quale vuole modificare, una volta per tutte, l’esperienza d’acquisto del settore dell’abbigliamento.

Molto spesso vediamo qualcosa che ci piace, ma lo compriamo solo in un secondo momento, vuoi perché ci dobbiamo pensare su, vuoi perché preferiamo attendere i saldi e godere così di una buona percentuale di sconto.

Zara invece vuole instillare la “paura” di non trovare più quel capo d’abbigliamento, neanche a distanza di una sola settimana. L’obiettivo che vuole perseguire, è quello dell’acquisto d’impulso, costringendo il cliente a comperare subito quel capo facendo leva sul timore dettato dal veloce ricambio.

Continuando a far luce sul successo di questo brand, scopriamo come il punto vendita, nel modello Zara, non è più considerato come il luogo in cui vendere semplicemente il prodotto finito, ma, piuttosto, il luogo più vicino ai propri clienti, grazie al quale raccogliere pareri, consigli, richieste; insomma tutti i dati che possono permettere alla società di tracciare l’evoluzione dei gusti e più in generale della moda.

Oltre ai dati qualitativi, il punto vendita raccoglie anche una serie di dati quantitativi in merito all’andamento quotidiano delle vendite, permettendo così ai vertici, di modificare o studiare nuove strategie aziendali.

Tutti i punti vendita,inoltre, sono di proprietà, il che permette a Zara di avere il controllo totale sulla “gestione dei prodotti”.

 

Amancio Ortega, fondatore nonché presidente del gruppo di cui Zara fa parte, è stato descritto come un “rivoluzionatore dei normali modi di condurre affari”. Oltre le novità fino ad ora descritte, infatti, c’è da menzionare anche il processo produttivo del brand spagnolo.

A differenza delle altre grandi case di moda, Zara non subappalta la produzione ad aziende cinesi, dove, come sappiamo, i costi sono nettamente più bassi, ma piuttosto preferisce concentrare la realizzazione dei propri capi in paesi europei, Spagna e Portogallo soprattutto, senza però incidere sul prezzo finale.

Come ci riesce?

Il continuo approvvigionamento di materie prime, solo quando veramente necessarie (modello just in time), permette a Zara di detenere un elevato potere d’acquisto, ottenendo in questo modo, partite di tessuti di alta qualità, ma a prezzi sensibilmente ridotti.

 

Il brand spagnolo ha creato un modello destinato ad avere successo, e lo ha fatto modificando dalle fondamenta i classici modelli di business.
Il mercato sembra aver apprezzato questo nuovo modo di fare business, confermando l’astuzia del patron del marchio Zara.

 

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